COME TRASFERIRE L’AZIENDA AL FIGLIO , IN PRESENZA DI CREDITORI PERSONALI, SENZA RISCHI E MAGARI TRAENDONE  ANCHE UN VANTAGGIO FISCALE       

COME TRASFERIRE L’AZIENDA AL FIGLIO , IN PRESENZA DI CREDITORI PERSONALI, SENZA RISCHI E MAGARI TRAENDONE  ANCHE UN VANTAGGIO FISCALE       

Il caso: una famiglia – genitori e due figli sposati con prole, che con decisione unanime decide il trasferimento dell’azienda, SRL, ai figli già da tempo inseriti e pronti per gestirla in modo autonomo. Il figlio maggiore, a causa di vicende personali, è a rischio di vedersi aggredito dai suoi creditori (tutto dipende dall’esito di una causa che può durare ancora per molto tempo. OBIETTIVI  a) trovare una soluzione per cui il patrimonio dei genitori, in particolare le quote della società di famiglia, non possano essere oggetto di aggressione da parte dei futuri, pur eventuali, creditori del figlio maggiore b) garantire alla SRL la possibilità di essere gestita da entrambi i fratelli, pronti allo scopo c) provvedere alle necessità degli anziani genitori per tutta la vita d) possibilità di ottenere da questa situazione complessa, qualche legittimo vantaggio fiscale. SOLUZIONE PROPOSTA  la soluzione è un trust famigliare con spiccata vocazione al passaggio generazionale (il trust quasi mai raggiunge un solo obiettivo). In pratica i genitori conferiscono nel trust tutti i loro beni, tra cui le quote della SRL operativa di produzione ed inoltre il 99% delle quote della loro SAS, all’interno del quale si trova il capannone industriale dato in locazione alla stessa SRL. La SAS percepisce un canone annuo di 60000,00/euro, che diventano imponibili metà per ciascuno su entrambi i genitori. Rimane accomandatario il solo vecchio imprenditore. Beneficiari sono i loro figli e di seguito i loro discendenti, ma finchè sono in vita, il trust deve fare fronte anche ai bisogni economici dei due anziani genitori. Per evitare che eventuali creditori personali del figlio maggiore possano aggredire quanto derivatigli dal trust, occorre far ricorso ad una clausola particolare che nasce dall’esperienza inglese, sconosciuta a molti, che di definisce protective trust, in virtù del quale il beneficiario rimane tale fino al verificarsi di un avvenimento negativo (es. un pignoramento) che fa venire meno i suoi diritti di beneficiario, trasferendo i suoi diritti ad esempio, alla sua famiglia e ai suoi discendenti. Non si tratta pertanto di una condizione risolutiva che scatta in conseguenza all’avvenimento negativo, ma di una posizione beneficiaria che viene meno in concomitanza di questo. La SAS immobiliare rende, trascurando le basse voci di costo 60000,00/euro annui. In precedenza 30000,00/euro pesavano sulla dichiarazione dei redditi di ciascuno genitore ad una aliquota marginale del 43%. Ora in capo al trust, socio accomandante della SAS, l’imposizione avviene ad aliquota fissa, Ires del 24% con un risparmio di 11000,00/euro l’anno.

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