Il trust come strumento di tutela di persone e patrimoni

Il trust come strumento di tutela di persone e patrimoni

COSA E’ IL TRUST?   E’ un negozio giuridico unilaterale, per mezzo del quale un soggetto, il Disponente, affida beni e diritti ad un terzo, il Trustee, a vantaggio di certi soggetti , i Beneficiari ovvero per realizzare uno scopo.

COSA SI INTENDE PER AFFIDAMENTO?   Il trasferimento effettivo da parte del Disponente della proprietà di beni al Trustee affinché questi realizzi il programma affidatogli dal Disponente. Nel trust il Disponente affida le proprie volontà, non a un soggetto qualsiasi, ma a un Trustee vincolato, nella esecuzione del suo ufficio, da obbligazioni giuridiche fiduciarie. Il Disponente può peraltro riservarsi dei poteri o delegarli a un terzo, di solito al Guardiano, ma questa riserva ha un limite, quello della pienezza dell’affidamento. In poche parole, il Trustee non potrebbe svolgere il suo ufficio se fosse compresso dal Disponente o dal guardiano ed è, proprio nel bilanciamento dei poteri, che risiede la difficoltà della stesura di un atto di trust.

SI PARLA DEL TRUST COME DI UNO STRUMENTO DI PROTEZIONE DEL PATRIMONIO, PERCHE’?  Perché il fondo in trust, pur nel patrimonio del Trustee, è separato dal suo personale ed è vincolato alla realizzazione del programma. Il vincolo rende inattaccabile il patrimonio dalle vicende personali del Trustee cosi’ come da quelle del Disponente, perché non è più nella sua disponibilità, e da quella dei Beneficiari perché non appartiene ancora loro. E’ la segregazione patrimoniale che garantisce l’adempimento. 

QUALE E’ IL TERRENO DI ELEZIONE DEL TRUST IN ITALIA?  Sicuramente in famiglia, ma i campi di applicazione coprono tendenzialmente l’intero ambito dell’ordinamento giuridico. I trust ricorrono nella finanza di progetto, nei prestiti obbligazionari, nel rendere più forti i patti di sindacato in quanto le azioni sono trasferite a un terzo, ma anche nell’affidamento di beni a vantaggio di un soggetto debole assicurando alla famiglia la programmazione del “dopo di noi”, nel regolamentare i passaggi generazionali, soprattutto quando il cliente è titolare d’impresa ed infine nei procedimenti di separazione e divorzio per assicurare l’adempimento delle obbligazioni dei genitori verso i figli. Obbligazioni, spesso a lungo termine, che, senza la segregazione del fondo in trust, non si ha la garanzia né della integrità del fondo né il suo impiego per l’esclusivo interesse dei figli. In conclusione, il trust deve essere attentamente valutato dal consulente patrimoniale ogni volta il cliente intenda segregare una posizione soggettiva per una finalità meritevole di tutela e affidare la realizzazione delle proprie volontà ad un terzo, il Trustee, vincolato da obbligazioni fiduciarie.

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